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Durante il post-impressionismo già si erano viste le prime avanguardie,
tra le quali Gauguin
ma soprattutto Cezanne, che aveva iniziato ad inserire nei propri quadri diversi punti di vista prospettici. Nel corso del
XX secolo, sarà tuttavia
Picasso a portare la molteplicità dei punti di vista, alle estreme conseguenze. Nella prospettiva tradizionale la scelta di un unico punto
di vista, imponeva al pittore di guardare solo ad alcune facce della realtà. Nei quadri di Picasso del periodo cubista, l'oggetto viene
rappresentato da una molteplicità di punti di vista così da ottenere una rappresentazione “totale” dell'oggetto. Tuttavia, questa particolare
tecnica portava ad ottenere immagini dalla apparente incomprensibilità e da ciò nacque il termine
“Cubismo”, inizialmente con intento denigratorio, in quanto i quadri di Picasso sembravano comporsi solo di sfaccettature di cubi. Il Cubismo
non fu cercato, ma fu semplicemente trovato da Picasso, grazie al suo particolare atteggiamento di non darsi alcun limite, ma di sperimentare
tutto ciò che era nelle sue possibilità. Il quadro che per convenzione, viene indicato come l'inizio del Cubismo è “Les demoiselles d'Avignon,
realizzato da Picasso tra il 1906 e il 1907. Subito dopo, nella ricerca sul Cubismo si inserì anche George Braque che rappresenta l'altro grande
protagonista di questo movimento che negli anni antecedenti la prima guerra mondiale vide la partecipazione di altri artisti quali Juan Gris,
Fernand Léger e Robert Delaunay.
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