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Cubismo, la demolizione della prospettiva

Cubismo - Nella storia artistica occidentale le immagini dovevano riprodurre fedelmente la realtà attraverso la tecnica della prospettiva






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Picasso - Les demoiselles d'Avignon Nella storia artistica occidentale l'immagine pittorica è stata sempre considerata di tipo naturalistico, le immagini dovevano riprodurre fedelmente la realtà attraverso la tecnica del chiaro e della prospettiva. Dal Rinascimento queste tecniche, sono divenute legge fondamentale del fare pittorico, istituendo quella prassi che, con termine corrente, viene definita “accademica”. Tuttavia dall'impressionismo in poi, la storia dell'arte ha progressivamente cercato di rinnegare questi principi, portando la ricerca pittorica ad esplorare nuovi territori. Già Manet aveva totalmente abolito il chiaroscuro, risolvendo l'immagine, sia plastica che spaziale, in soli termini coloristici. Le ricerche condotte dal post-impressionismo avevano poi smontato anche la fedeltà coloristica, rimaneva dunque la demolizione della prospettiva.

Braque - MandolaDurante il post-impressionismo già si erano viste le prime avanguardie, tra le quali Gauguin ma soprattutto Cezanne, che aveva iniziato ad inserire nei propri quadri diversi punti di vista prospettici. Nel corso del XX secolo, sarà tuttavia Picasso a portare la molteplicità dei punti di vista, alle estreme conseguenze. Nella prospettiva tradizionale la scelta di un unico punto di vista, imponeva al pittore di guardare solo ad alcune facce della realtà. Nei quadri di Picasso del periodo cubista, l'oggetto viene rappresentato da una molteplicità di punti di vista così da ottenere una rappresentazione “totale” dell'oggetto. Tuttavia, questa particolare tecnica portava ad ottenere immagini dalla apparente incomprensibilità e da ciò nacque il termine  “Cubismo”, inizialmente con intento denigratorio, in quanto i quadri di Picasso sembravano comporsi solo Juan Gris - Chitarra e violinodi sfaccettature di cubi. Il termine cubismo pare essere stato scritto per la prima volta dal critico d'arte Louis Vauxcelle, che aveva sentito parlare di piccoli cubi Henri Matisse, davanti a un paesaggio, l'Estaque, esposto da Geroges Braque al Salon d'Automne del 1908. Tuttavia il Cubismo non fu cercato, ma fu semplicemente trovato da Picasso, grazie al suo particolare atteggiamento di non darsi alcun limite, ma di sperimentare tutto ciò che era nelle sue possibilità. Il quadro che per convenzione, viene indicato come l'inizio del Cubismo è “Les demoiselles d'Avignon, realizzato da Picasso tra il 1906 e il 1907. Subito dopo, nella ricerca sul Cubismo si inserì anche George Braque che rappresenta l'altro grande protagonista di questo movimento che negli anni antecedenti la prima guerra mondiale vide la partecipazione di altri artisti quali Juan Gris, Fernand Léger e Robert Delaunay.