PITTart - Pitture e artisti in mostra permanente
Pitture e artisti in mostra permanente


 Home pageHome Page     Notizie d'ArteNotizie Arte     Calendario d'arte - CalendARTECalendario d'Arte - CalendArte    Tutte le iscrizioni a PITTart.comTutte le iscrizioni     Richiedi il tuo sito WebMio Sito Web    L'angolo del critico d'arteL'angolo del critico d'Arte    Incontri con l'arte - interviste agli artistiIncontri con l'Arte    Artisti sezione interattivaArtisti

INFORMALE o espressionismo astratto

Informale o espressionismo astratto. Il termine informale intende una pittura fondamentalmente astratta e soprattutto priva di forma






Astrattismo   Barocco   Cubismo   Dadaismo   Decadentismo   Divisionismo   Espressionismo   Fauves   Futurismo   Gotico    Informale   Impressionismo   Liberty   Macchiaioli   Metafisica   Naif   Neoclassicismo   Pop Art   Realismo   Rinascimento   Rococò   Romanticismo   Surrealismo

Jackson Pollock - Cattedrale Probabilmente dietro l'influsso dei regimi totalitari instaurati in Europa, intorno all'anno 1930 si incontrano due opposte tendenze che riconducono il panorama artistico ad un ritorno al figurativo. In Italia ad esempio si formano due fazioni i Realisti e i Formalisti. I primi, capeggiati soprattutto da Guttuso, propongono un'arte impegnata nella realtà sociale del tempo, i secondi (Pietro Consagra, Achille Perilli, Piero Dorazio ed altri) pretendono una maggior autonomia, rivendicando il diritto alle ricerche formali e stilistiche.
Rispetto a queste illusorie polemiche, di tutt'altra portata e segno appare quindi la comparsa sulla scena artistica internazionale dell'espressionismo astratto americano, che successivamente sarà definito Informale.

La sua grande carica rivoluzionaria é proprio la dichiarata disillusione nelle possibilità dell'arte. Il ventennio degli anni dal 1930 al 1950 é infatti significativo per due fenomeni: la grande emigrazione di artisti europei verso gli Stati Uniti ed ilAlberto Burri - Grandi sacchi conseguente spostamento del baricentro artistico da Parigi a New York. Dunque intorno al 1950 il critico francese Tapié conia il termine "informale" e con esso intende una pittura fondamentalmente astratta e soprattutto priva di forma. Nella realtà dei sensi umani, è forma tutto ciò che ha un contorno atto a definire le sue caratteristiche visive e tattili. Nell'arte astratta, soprattutto nelle sue correnti geometriche, si costruisce un opera tramite l'organizzazione di forme, che sono si, non più imitate dalla natura, ma comunque nascono nell'immaginazione dell'artista e quindi ogni opera risente comunque della forma.

L'informale, rifiutando il concetto di forma, si differenzia quindi dall'arte astratta, proprio per l'assoluta mancanza di forma. Oggi si tende a individuare, nell'ambito dell'informale, due correnti principali: l'informale gestuale e l'informale materico. L'informale gestuale, anche definito «action painting» proviene soprattutto dagli Stati Uniti, e coincide di fatto con l'espressionismo astratto. Suo maggiore Franz Kline - C & O rappresentante è Jackson Pollock (ma vanno anche ricordati Willem de Kooning e Franz Kline) che intorno al 1945 inizia ad eseguire le sue opere con una tecnica pittorica che consiste nello spruzzare o far gocciolare (dripping) i colori sulla tela senza procedere ad alcun intervento manuale diretto sulla superficie pittorica. Le immagini così ottenute si presentano come un caotico intreccio di segni colorati, in cui non è possibile riconoscere alcuna forma.
Sempre intorno al 1945, ma in Europa, il pittore francese Jean Fautrier inizia ad inserire nei suoi quadri, materiali plastici che emergono dalla superficie del quadro, rompendo così il confine tra immagine bidimensionale e immagine plastica. Questa pittura, sarà chiamata "Informale Materico" e aderiranno anche pittori come Jean Dubuffet, Antoni Tápies e l'italiano Alberto Burri.