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Pitture e artisti in mostra permanente


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Storia dell'arte intorno al 1400 - XV secolo

Storia dell'arte intorno al 1400 - XV secolo. Nel 1400 prende corpo il metodo prospettico, ovvero un nuovo modo di concepire e rappresentare visivamente lo spazio






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Storia dell'arte

Nel 1400 prende corpo il metodo prospettico, ovvero un nuovo modo di concepire e rappresentare visivamente lo spazio. Non è a caso che questo nuovo modo di riprodurre illusoriamente la profondità si afferma quando la società borghese è nel pieno del suo sviluppo. Le contese fra le Signorie confinanti portato in questo periodo all'affermazione di grandi famiglie (i Medici a Firenze, gli Estensi a Ferrara, i Gonzaga a Mantova ecc) e i maggiori stati italiani, compreso lo Stato della Chiesa, raggiungono un equilibrio di forze Carpaccio - Sant'Agostino nello studio che impedisce il prevalere di uno di essi su tutti gli altri. Il maggior benessere di questo momento storico determina quindi un nuovo desiderio di conoscere e sperimentare il mondo e la natura; gli uomini provano fiducia nella propria libertà e nella capacità di creare opere importanti e durature. Le nuove idee sull'uomo e sulle possibilità della sua intelligenza favoriscono la nascita dell'Umanesimo proprio nella città di Firenze, che era stata in questi secoli il centro della spinta al rinnovamento. Un particolare sviluppo di espressioni artistiche coinvolge la società borghese e questo sviluppo proseguirà anche nel secolo successivo, incidendo profondamente nella cultura occidentale e prendendo il nome di "Rinascimento". 

Il termine "rinascimento" identifica quindi l'arte sviluppatasi nei secoli XV e XVI, anche se fu usato per la prima volta da Jacob Burckardt nella sua pubblicazione 'La civiltà del rinascimento' del 1860, prima di lui Giorgio Vasari nel descrivere i cambiamenti e le novità che si verificarono a partire dal trecento, usa il termine 'rinascita'. Questa nuova corrente di pensiero si afferma anche nelle grandi città inglesi, francesi, nei Paesi Bassi ed in Germania: la sua diffusione è facilitata anche dall'invenzione della stampa a caratteri mobili (1450). Tuttavia il decennio fondamentale per il cambiamento del gusto artistico a livello europeo è, sia in Italia, sia nei Paesi Bassi (patria dell'arte Fiamminga), quello compreso tra il 1420 ed il 1430. Caratteristica peculiare del rinascimento fu l'interesse per tutte le manifestazioni culturali del mondo antico, gli artisti rinascimentali si sentivano legati alla civiltà classica e consideravano il medioevo un'età di decadenza. L'arte intorno al 1400 rivolse quindi il proprio sguardo al mondo classico non semplicemente per imitarlo, ma partendo da esso per creare qualcosa di nuovo. In questo periodo storico molti artisti si recavano a Roma per studiare le opere classiche, mentre Firenze fu un centro molto fiorente grazie alla presenza di molte famiglie che commissionavano opere d'arte, in particolare la famiglia Medici con Lorenzo il Magnifico. Partendo dal Masaccio - La Trinità presupposti che l'arte classica è un'arte naturalistica e lo scopo dell'arte è imitare la natura, in questo periodo si intensificano gli studi sulla natura. Da questi studi ne consegue un diverso modo di indagare la realtà che circonda gli artisti, ne sono il frutto la scoperta della prospettiva e delle proporzioni. Inoltre alcuni artisti scrivono trattati sull'argomento come Leon Battista Alberti il quale nel 1435 terminò la stesura del suo 'De Pictura', oppure Piero della Francesca che scrisse il 'De prospectiva pingendi'. Il bisogno di stabilire regole fra le parti, per ottenere l'armonia dell'insieme, si traduce anche nello studio delle proporzioni, che definiscono le dimensioni delle parti del corpo. L'arte esplora quindi l'anatomia e la natura, e diventa scienza: le prime scoperte sulle scienze naturali sono dovute agli artisti e proprio un artista come Leonardo da Vinci, inizierà un'indagine sistematica del corpo umano e dei fenomeni legati al moto. La consapevolezza di essere i protagonisti della storia determina anche l'interesse per le testimonianze dell'antichità, che vengono riportate alla luce da scavi sistematici, per poter esser studiate; l'amore per l'antico non si risolve nell'imitazione delle opere del passato, ma avvia alla ricerca di modi espressivi originali, che rielaborano gli ordini classici, come l'arco a tutto sesto e il frontone sulla facciata delle chiese.

La riforma artistica fiorentina iniziata con Donatello, Brunelleschi, Leon Battista Alberti e Masaccio, prosegue con l'opera di grandi artisti quali Paolo Uccello, Luca della Robbia, Filippo Lippi, Andrea del Castagno e il Verrocchio, per finire con l'opera di Botticelli che rappresenta il sorgere della nuova cultura filosofico-scientifica del Cinquecento. A Urbino è attivo Piero della Francesca, a Padova opera Andrea Mantengna, a Paolo Uccello - Quadrante di orologio Perugia dominano il Perugino e il Pinturicchio, a Milano c'è il Bramante e a Venezia sono attivi Giovanni Bellini, Antonello da Messina e il Carpaccio. La pianificazione del territorio è un fenomeno tipico del Quattrocento, così come la pianificazione della città. Nei trattati di Architettura vengono studiate città ideali, al centro delle quali una grande piazza diventa quasi la corte d'onore del palazzo signorile, con porticati lungo il perimetro ed un monumento al centro. Da questa piazza le strade si dipartono secondo tracciati geometrici a raggiera o a scacchiera. Sarà in questo periodo che Roma comincerà lentamente a riconquistare il suo ruolo storico, grazie anche ai papi Niccolò V e Sisto IV (1471-1484) che chiameranno in Vaticano, artisti da ogni parte d'Italia, molti dei quali lavoreranno alla Cappella Sistina (Perugino, Botticelli, Pinturicchio, Signorelli, Ghirlandaio, Piero di Cosimo).