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Anna Maria Guarnieri

Tecnica di pittura di un'artista

"L'artista descrive la sua tecnica di pittura, la tavolozza, il disegno, il supporto, lo schizzo e l'osservazione


PITTURA e OSSERVAZIONE
Una delle differenze principali che intercorrono tra un bravo pittore figurativo e colui che riesce solo a pasticciare con i colori é la capacità di saper osservare, Osservazione ovvero di cogliere ogni dettaglio della visione reale. La vita moderna ci porta spesso ad utilizzare attività cerebrali logico-verbali e pochissimo le relazioni tra forme, spazio e colore, tanto che é necessario "fermarsi" e osservare. Tutti noi spesso vediamo, ma non osserviamo. Se noi osservassimo sempre tutto, probabilmente il nostro cervello sarebbe ogni giorno sovraccaricato da miliardi di informazioni che in pratica non ci servono. Cosi percorrendo una strada raccogliamo e memorizziamo solo una piccola quantità di informazioni, vediamo cartelli pubblicitari, ma se qualcuno ci pone delle domande su di essi, spesso pur avendoli visti non sappiamo rispondere.
Tuttavia, per riprodurre bene una cosa, occorre osservarla e osservarla bene con la giusta tecnica. Io ad esempio adotto una tecnica di osservazione che chiamo "puntiforme". Cerco infatti di guardare l'oggetto che devo riprodurre osservandone punto per punto i dettagli infinitamente piccoli di ogni sfumatura di colore e di luce, poi cerco di isolare lo spazio nel quale é collocato l'oggetto, osservandone con cura le proporzioni.

COME ESSERE CREATIVI
EssereCreativiCreativi si nasce, non si diventa. Tuttavia è possibile nascere creativi e non esserlo a sufficienza. Il Creativo è sicuramente una persona che sa estraniarsi dal contesto nel quale vive, per tuffarsi in un suo mondo. In pratica è uno che sogna a occhi aperti, tuttavia è difficile sognare in mezzo al caos e a stimoli acustici violenti. Lo psicologo Rollo May afferma che "per essere aperti alla creatività bisogna avere la capacità di utilizzare costruttivamente la solitudine", ma è quasi impossibile utilizzare la solitudine se non la si trova. Dunque la principale condizione per essere creativi (dopo quella genetica) è trovare la solitudine. Riuscire a estraniarsi dal caos della vita e aspettare che le muse di Orfeo arrivino. C'è anche chi sostiene che i grandi traumi, portano alla creatività e credo che queste persone hanno una qualche ragione, ma ovviamente i grandi traumi non sono una condizione da cercare. Io vi confesso ho abbozzato mentalmente i miei più importanti progetti artistici, guidando da sola in autostrada di notte, non che mi metta in macchina per essere creativa, ma quando è capitato, mi è venuto spontaneo riflettere e sognare a occhi ben aperti.

PITTURA e SCHIZZO
MatitaAnche se oggi esiste la macchina fotografica con la quale é possibile fissare in una frazione di secondo momenti altrimenti  fluttuanti o irripetibili, io ritengo necessario integrare la fotografia con dei disegni a carboncino. Per disegnare adopero fogli di carta semiruvida di 33 x 48 cm, di una grammatura di circa 200 - 240 g. e naturalmente le matite secche di carboncino. Perché eseguo dei disegni? semplicemente perché la loro esecuzione mi aiuta ad osservare e poi a ricordare molti dettagli che altrimenti verrebbero naturalmente ignorati.

PITTURA e SUPPORTO
Anche se per alcune opere adopero la tela, io trovo più adatto al mio modo creativo,  la tavola di legno. Ritengo infatti che avendo questa una base rigida, sia estremamente versatile per molte tecniche miste. Tuttavia, considerato che io eseguo pitto-sculture e pitturo quasi esclusivamente ad olio, preparo sempre il fondo stendendo un impasto a base di gesso.

PITTURA e DISEGNO
Spesso vedo alcuni pittori che iniziano a pitturare la loro tela, senza aver minimamente abbozzato un cenno del disegno. Devo confessare che ammiro chi ha queste Disegno capacità, ma io prima di prendere un pennello, devo adoperare le mie matite e disegnare molto bene tutte le mie opere. Trovo che questo sistema mi aiuti ad immaginare meglio il risultato finale ed inoltre, così facendo, ho la possibilità di riflettere sul disegno realizzato per qualche giorno e apportarvi, se del caso, le modifiche necessarie o cancellarlo totalmente. Quando frequentavo la scuola e facevo il "Tema di Italiano", mi capitava spesso di non trovare molti errori sul compito appena fatto, ma se poi rileggevo a distanza di qualche tempo lo stesso "tema" scoprivo sempre qualche brano da migliorare. Oggi, con i mie quadri cerco di fare lo stesso, evito rigorosamente la loro rapida realizzazione, così ho modo di riflettere e migliorare.

PITTURA e TAVOLOZZA
Parlare della mia tavolozza é come parlare del "caos cosmico". La comune tavolozza dovrebbe essere un piano di cui l'artista si serve per mescolare i colori, ma io non ho vicino al mio cavalletto una tavolozza, ma un Tavolozza magma che trabocca di colori, vasetti, piattini, tappi e quanto possa servire a contenere del colore. Conosco dei colleghi che puliscono ogni volta la loro tavolozza o che adoperano i piatti di plastica usa e getta, ma il mio modo di essere e di pitturare mi impedisce questa ordinata gestione del colore. Come ho già avuto modo di accennare, i miei quadri non nascono in poche ore e quindi io ho necessità di conservare alcuni dei colori creati, mentre intanto lavoro all'esecuzione di un'altra opera. Il risultato di tutto questo é un apparente e forse anche reale disordine, ma chissà per quale misterioso motivo, le mie mani sanno sempre dove andare ad intingere il pennello.

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